Cosa significa trasferirsi a Dubai? Oggi l’abbiamo chiesto a Elena, copywriter che ha scelto questa città come base per la sua vita!
Trasferirsi a Dubai è una scelta che sempre più persone stanno prendendo in considerazione, attratte da un ambiente internazionale, un’economia dinamica e la possibilità di vivere in una città che unisce modernità, possibilità e sicurezza. Per capire meglio cosa significhi davvero cambiare vita e stabilirsi negli Emirati, abbiamo intervistato Elena, una copywriter e nomade digitale che ha scelto Dubai come sua base negli ultimi anni.
Da quanto tempo vivi a Dubai?

Vivo a Dubai ormai da 3 anni ma il mio trasferimento non è stato qualcosa di pianificato a tavolino. Sono arrivata inizialmente con l’idea di restare pochi mesi, giusto il tempo di cambiare aria e vedere se questa città potesse davvero fare al caso mio.
Fin dai primi tempi però ho sentito che era una città che si adattava molto ai miei bisogni, c’erano possibilità, servizi, un’ottima comunità expat e temperature perfette per me che odio il freddo. Col passare dei mesi quindi Dubai è diventata sempre più casa per me, fino a trasformarsi nella mia base principale. Non è per tutti così però, c’è chi la ama e chi la odia, è una città infatti che si impara a conoscere solo vivendola e a mio avviso qualche giorno in vacanza possono solo dare un’idea superficiale delle sue possibilità.
Trasferirsi a Dubai: da dove è arrivata questa scelta?
Ho scelto Dubai perché cercavo un luogo che potesse darmi stabilità, opportunità e allo stesso tempo libertà. Come copywriter e nomade digitale ho bisogno di una buona connessione, spazi di lavoro comodi, networking internazionale e una città da cui poter prendere voli diretti per praticamente qualsiasi destinazione. Dubai mi ha quindi offerto tutto questo.
In più mi piace molto il suo mix culturale: qui nessuno è davvero “straniero”, ci si sente subito parte di una comunità globale. Se ti piace crescere, sperimentare e vivere in un ambiente dinamico, Dubai è un posto perfetto. Mi ha permesso infatti di lavorare meglio, di viaggiare con più facilità e di avere un ritmo di vita più bilanciato.
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Come ti trovi vivendo qui?
Mi trovo molto bene. All’inizio non è stato semplice orientarmi perché Dubai è enorme, ma una volta capito il suo ritmo, la vita scorre in modo sorprendentemente fluido. Quello che apprezzo più di tutto è la sensazione poi di sicurezza: posso camminare ovunque, a qualsiasi ora, senza alcuna preoccupazione, e questo cambia profondamente il modo in cui vivi una città.
Anche i servizi funzionano in modo impeccabile. Che sia la consegna della spesa, i trasporti o l’assistenza sanitaria, tutto è rapido, efficiente e affidabile. Nel tempo ho imparato anche a crearmi una routine fatta di lavoro, sport, mare e momenti di socialità. Dubai è una città che ti facilita la vita, dove si può avere un ottimo work-life balance, e per me, che lavoro da freelance questo fa davvero la differenza.

Quali sono i pro e i contro del trasferirsi a Dubai?
I pro sono tanti, e per me sono stati determinanti. La qualità della vita è alta, ci sono servizi eccellenti, pulizia, sicurezza, un clima bellissimo per la maggior parte dell’anno e un ambiente lavorativo molto stimolante. Inoltre, vivere in una città così multiculturale ti apre la mente: ogni giorno incontri persone diverse, con background differenti, e questo arricchisce tantissimo.
Oltre a questo per me un vero life – changing è stato il cambio di tassazione, qua rispetto all’Italia i costi per avere un’attività sono infatti sensibilmente più bassi, e a fine anno fa davvero tantissima differenza.
Ovviamente ci sono anche dei contro. L’estate è impegnativa, non lo nego. Da giugno a settembre il caldo è davvero forte e si vive molto di più al chiuso. Anche i costi possono essere alti, soprattutto per l’alloggio. Però penso che una volta imparato a gestire le spese e trovato il quartiere giusto, tutto diventa più semplice.
Un altro contro è la distanza dall’Italia, che a volte pesa. Anche se ci sono tanti voli, non è proprio dietro l’angolo. Dubai non è perfetta, ma se la capisci può offrirti moltissimo.
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Quali sono i costi della vita?
I costi a Dubai dipendono tantissimo dallo stile di vita. L’affitto è sicuramente la spesa principale. Quartieri come Downtown o Marina sono più costosi, mentre zone come JVC o Business Bay possono essere più accessibili mantenendo comunque ottimi servizi. La spesa è poi leggermente più cara rispetto all’Italia, ma dipende molto dai prodotti che scegli.
Per quanto riguarda i trasporti, la metro è economica e funziona benissimo. Io a volte uso l’auto, ma bisogna considerare assicurazione, parcheggi e pedaggi.
In generale posso dire che Dubai può essere costosa, ma è possibile viverla bene senza spendere cifre folli, basta capire quali sono le proprie priorità e adattarsi un minimo.
Oltre a questi costi, non dimenticare di sottoscrivere un’assicurazione per il tuo periodo all’estero e opta per la Cap Expat, una polizza pensata proprio per chi vuole trasferirsi!
Trasferirsi a Dubai, lo consiglieresti?
Assolutamente sì, ma con una premessa importante: dipende dalla persona. Dubai è perfetta per chi cerca un luogo sicuro, moderno, dinamico e pieno di opportunità. La consiglierei a chi lavora nel digitale, nel business, nel marketing, nella finanza o in settori internazionali.
Non la consiglierei invece a chi ama le città storiche, da vivere totalmente a piedi, o a chi cerca un ritmo più lento e tradizionale. Dubai è moderna, veloce e internazionale. Se ti piace questo stile di vita, qui puoi davvero rifiorire.
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Come gestisci la vita da nomade digitale tra Dubai e i viaggi?
La gestisco molto bene perché Dubai è una base strategica. Lavoro spesso da coworking o da casa e la connessione è sempre stabile e veloce, quindi posso organizzare le mie giornate come preferisco. Quando voglio viaggiare, ho a disposizione voli per praticamente tutto il mondo con poche ore di differenza di fuso.
Cerco di alternare poi periodi più intensi di lavoro a momenti dedicati a scoprire nuovi posti. Il fatto di sapere che a Dubai ho una routine solida e servizi impeccabili, mi dà infatti un senso di stabilità che come nomade digitale apprezzo tantissimo.

Ogni quanto rientri in Italia?
Rientro in Italia due o tre volte l’anno, di solito nei periodi in cui il clima a Dubai è più caldo. Mi piace infatti tornare per vedere la famiglia e gli amici, e ogni volta è un tuffo nel passato che mi fa sempre bene. Allo stesso tempo però sento che la mia vita è qui, ed è una consapevolezza che si è fatta strada col tempo. In Italia ho le mie radici, ma a Dubai ho costruito il mio presente.
Hai fatto amicizie a Dubai?
Sì, e questa è una delle cose più belle del trasferirsi a Dubai. Qui è facilissimo conoscere persone nuove, soprattutto perché siamo quasi tutti expat e infatti ci si ritrova a condividere le stesse dinamiche, le stesse domande, gli stessi momenti di adattamento.
Ho conosciuto poi persone tramite lavoro, coworking, eventi o semplicemente parlando in palestra o nei caffè. Oggi ho un gruppo di amici internazionale che considero una vera famiglia. Dubai è un luogo dove le persone sono molto aperte, e questo rende tutto più semplice.
In conclusione l’esperienza di Elena mostra cosa ha significato per lei trasferirsi a Dubai, una città scintillante, organizzata e piena di possibilità, ma che allo stesso tempo richiede adattamento, flessibilità e consapevolezza. Dubai infatti può essere la scelta giusta per tante persone ma non per tutti, e Elena oggi ci ha lasciato un nuovo spunto di riflessione e il suo punto di vista.





