Quando pensi al Working Holiday Visa immagini surf dopo il lavoro, ostello pieno di backpacker, road trip nel weekend. Tutto vero. Ma sotto sotto c’è anche un’altra domanda molto concreta: con che lavori posso guadagnare meglio? E quanto cambia la paga a seconda del Paese, della città, perfino del quartiere?
La verità è che lo stesso lavoro può valere pochissimo in un posto e tantissimo in un altro. Per questo non esiste “il lavoro che paga di più” in assoluto: esiste l’incastro giusto tra tipo di lavoro e dove lo fai.
Grandi città: buste paga alte, affitti altissimi
Come si guadagna
Sydney, Melbourne, Vancouver, Toronto, Auckland: le grandi città working holiday hanno una cosa in comune. Gli stipendi, sulla carta, sono spesso molto buoni. Con un lavoro in bar, ristorante, hotel, negozio o call center puoi vedere cifre interessanti a fine mese, soprattutto se fai molte ore e ti prendi i turni serali o festivi.
Se ti muovi bene, puoi:
- lavorare in bar e ristoranti di zone turistiche, dove c’è sempre movimento
- trovare lavoro in hotel o ostelli con tanti ospiti internazionali
- finire in uffici, magazzini, call center che pagano una buona paga oraria
Dove “spariscono” i soldi
Il problema delle grandi città si chiama affitto. Un letto in dormitorio, una stanza condivisa, un monolocale: tutto costa caro. Tra trasporti, spesa al supermercato e uscite serali, il rischio è che il tuo bel stipendio si sciolga come neve al sole.
Per questo, in città, più del tipo di lavoro conta come vivi. Condividere casa, scegliere quartieri meno centrali, evitare di uscire ogni sera può fare la differenza tra “sopravvivere” e riuscire davvero a mettere via qualcosa.
Zone turistiche e resort: lavorare dove gli altri vanno in vacanza

Perché qui spesso conviene
Località sciistiche in Canada o Nuova Zelanda, isole australiane, lodge in parchi naturali: sono quei posti che sulle guide sembrano fuori dal mondo. Per arrivarci serve spesso un viaggio in più, ma economicamente possono essere un colpo di genio.
Molti resort e strutture turistiche offrono:
- alloggio staff (camere condivise ma economiche)
- pasti inclusi o mensa interna
- stipendi in linea o superiori alle città, perché non è facile trovare personale disposto a spostarsi lì
Alla fine del mese, se non hai affitto “da metropoli” e non ci sono mille occasioni per spendere, il tuo stipendio rimane quasi intatto.
Che tipo di lavori trovi
Qui il mondo è quello dell’hospitality: camerieri, baristi, cucina, housekeeping, reception, addetti agli impianti di risalita, noleggio sci, guide, ruoli stagionali vari. Si lavora tanto, soprattutto in alta stagione, ma tra straordinari e benefit molti working holiday maker riescono a tornare a casa con un bel salvadanaio.
Aree rurali e farm work: tanta fatica, ma può valere la pena
Come funziona davvero la farm work
Nelle zone rurali, soprattutto in Australia e Nuova Zelanda, la parola chiave è farm work: raccolta frutta, vendemmie, lavori nei campi, in serra o negli allevamenti. Non è il lavoro da sogno, ma è uno di quelli che tutti, prima o poi, valutano. La differenza enorme la fa il tipo di paga:
- paga oraria: sai quanto guadagni ogni ora, è più “stabile”
- cottimo: vieni pagato a cassetta, a fila, a chilo… se sei veloce e il raccolto è buono, può andare alla grande; se va male, no
Perché può farti risparmiare tanto
Spesso vivi in alloggi basici per lavoratori agricoli, magari in mezzo al nulla. Uscite, locali e tentazioni sono poche. Tradotto: spendi pochissimo. Se ti capita una farm corretta, con tante ore e paga onesta, in un paio di mesi puoi mettere da parte una cifra che in città avresti faticato a risparmiare.
I grandi classici dei lavori WHV
Bar, ristoranti e hotel

Sono la spina dorsale del Working Holiday. Ovunque tu vada, il settore ospitalità cerca sempre qualcuno. Camerieri, baristi, lavapiatti, aiuto cucina, reception: lavori intensi, a volte caotici, ma perfetti per chi vuole:
- migliorare l’inglese (o la lingua del posto)
- stare in mezzo alla gente
- avere accesso a tante ore di lavoro
In alcuni Paesi, come il Canada, le mance possono cambiare drasticamente il totale che ti porti a casa.
Pulizie e lavori “dietro le quinte”
Hotel, ostelli, case vacanza, uffici. I lavori di cleaning non fanno sognare, ma hanno tre grandi vantaggi: si trovano facilmente, non richiedono grandi competenze linguistiche, spesso aprono la porta all’alloggio staff. Se il tuo obiettivo è mettere soldi da parte più che avere il lavoro “instagrammabile”, possono essere una scelta furba.
Quando hai un mestiere in mano: edilizia e lavori manuali
Perché possono farti svoltare l’anno
Se prima di partire hai lavorato come muratore, carpentiere, elettricista, idraulico o in altri mestieri manuali, il Working Holiday può diventare molto interessante. In diversi Paesi, questi profili sono richiesti e pagati bene.
Ti ritrovi a fare giornate piene, spesso all’aperto, con una paga oraria superiore alla media di bar e ristoranti. Serve voglia di lavorare e un po’ di adattamento alle regole locali, ma a fine anno il conto in banca ti ringrazia.
Cosa controllare
Prima di partire, informati se servono certificazioni specifiche (corsi di sicurezza, abilitazioni) nel Paese che hai scelto. A volte basta un breve corso sul posto per aprirti molte porte.
Vendite e call center: guadagno legato al carattere
Quando possono funzionare
In alcune città è facile trovare lavori in call center, assistenza clienti o vendite (anche in strada o in stand). Hanno di solito una base oraria discreta e poi bonus o provvigioni.
Se sei estroverso, ti piace parlare, non ti abbatti davanti ai “no” e reggi bene la ripetitività, puoi arrivare a guadagni superiori rispetto a tanti lavori “classici” da working holiday maker.

Pro e contro
Il contro è che sono lavori mentalmente stancanti e non adatti a tutti. Il pro è che, se “funzioni”, possono far crescere il tuo conto più velocemente di altre opzioni.
Paese che scegli, numeri che cambiano
Anche facendo lo stesso identico lavoro, il tuo risultato finale cambia molto in base al Paese. Un’ora dietro al bancone in Australia non vale come un’ora in Corea del Sud o in Germania. Ogni destinazione ha il suo mix di:
- salario minimo
- tasse
- costo degli affitti
- prezzo di cibo e trasporti
Ecco perché, quando pianifichi il tuo Working Holiday, ha senso guardare non solo Instagram, ma anche i numeri: quanto si guadagna in media, quanto costa una stanza, quanto puoi realisticamente mettere da parte con lo stile di vita che immagini per te.
Guadagnare sì, ma non dimenticare perché sei partito
Cercare lavori che ti fanno guadagnare bene è giustissimo. Ti permette di viaggiare più a lungo, di non tornare al verde, magari di mettere da parte qualcosa per il rientro o per il prossimo viaggio.
Allo stesso tempo, un Working Holiday non è solo un anno di lavoro lontano da casa. È l’occasione per vivere dall’altra parte del mondo, fare nuove amicizie, esplorare il Paese nei giorni liberi, perderti in viaggi zaino in spalla tra un contratto e l’altro.
L’equilibrio migliore di solito nasce così: qualche mese di lavoro intenso in un posto dove riesci davvero a risparmiare, qualche mese più leggero per viaggiare e goderti quello che hai guadagnato. Se tieni a mente sia il portafoglio sia il motivo per cui hai fatto le valigie, il tuo Working Holiday diventa non solo l’anno in cui hai sistemato un po’ i conti, ma anche quello che ti ricorderai per tutta la vita.





