K‑pop, K‑drama, skincare, street food… la Corea del Sud è entrata da anni nell’immaginario di tanti italiani. Sempre più studenti sognano di passare un semestre a Seoul, un anno a Busan o addirittura di fare lì la laurea o il master. Ma tra sigle di visti, università da scegliere, costi e burocrazia, è facile perdersi.
Questa guida raccoglie le informazioni essenziali e indica i siti ufficiali da consultare per avere sempre i dettagli aggiornati.
I visti per studiare in Corea: D‑2 e non solo
Chi vuole fare un corso di laurea, master o dottorato in Corea del Sud ha di solito bisogno di un visto studentesco D‑2. È il visto pensato per chi frequenta programmi accademici presso università riconosciute: corsi di laurea, master, dottorati, ma anche alcuni corsi di scambio di lunga durata. Il portale governativo “Study in Korea” (gestito dal governo coreano) spiega il sistema di istruzione superiore e rimanda alla sezione dedicata a “Student visa and stay status”, dove sono riepilogati i principali tipi di visto per studenti, tra cui il D‑2.
Per chi si iscrive solo a corsi di lingua coreana presso università o istituti riconosciuti, esiste un altro visto, il D‑4 (trainee/student), spesso usato per programmi di lingua di 6–12 mesi. In alcuni casi è possibile iniziare con un D‑4 per il corso di lingua e poi passare a un D‑2 quando si entra in un corso di laurea, ma regole e documenti cambiano a seconda della situazione e vanno verificati con l’università e l’ambasciata coreana competente. Guide aggiornate come il portale governativo “Study in Korea” e i siti delle singole università chiariscono quali tipi di programma richiedono il D‑2 e quali il D‑4.
Come scegliere università e corso

Non esiste una “Common App” coreana: per ora bisogna ancora passare università per università. Ci sono però alcuni strumenti ufficiali che aiutano:
- Il portale governativo “Study in Korea” permette di cercare corsi, università e programmi per studenti internazionali, con filtri per area di studio, città e lingua di insegnamento.
- La sezione “Excellent Accredited Universities” del portale evidenzia gli atenei con i migliori programmi di internazionalizzazione, utile per chi cerca campus abituati a gestire studenti stranieri.
Per le università più note (come Seoul National University, Korea University, Yonsei, Hanyang e molte altre), la via maestra resta il sito ufficiale dell’ateneo, di solito con una sezione “International students” o “Admissions” in inglese. Lì si trovano i requisiti specifici: media minima, test di lingua (inglese e/o TOPIK di coreano), documenti scolastici con apostille o legalizzazione, scadenze e modalità di invio delle domande.
Chi punta a una borsa di studio del governo coreano, come la Global Korea Scholarship (GKS), può trovare bandi e università partecipanti nella sezione dedicata alle borse di studio del sito “Study in Korea”, che viene aggiornata ogni anno con il nuovo bando GKS per laurea, master e dottorato.
Domanda di ammissione: prima l’università, poi il visto
In Corea, il visto arriva solo dopo che l’università ha accettato la candidatura. Il percorso è generalmente questo:
- Scelta del corso e dell’università.
Si confrontano programmi, città, costi di iscrizione e lingua di insegnamento attraverso il portale “Study in Korea” e i siti dei singoli atenei. - Domanda di ammissione all’università.
Ogni università ha il proprio bando, moduli e scadenze. In genere vengono richiesti certificati di scuola superiore o laurea, pagelle, lettera motivazionale, referenze accademiche, certificazione di lingua (inglese o coreano), copia del passaporto e, a volte, un portfolio. - Lettera di ammissione e documenti per il visto.
Se si viene ammessi, l’università rilascia una lettera di ammissione e, spesso, un “Certificate of Admission” specifico per il visto. Con questi documenti ci si può rivolgere all’ambasciata o al consolato coreano per richiedere il visto D‑2.
Sul portale governativo, la sezione “Student Visa and Stay Status” ricorda che bisogna ottenere il visto presso l’ambasciata o il consolato coreano nel Paese di residenza, dopo aver ricevuto la lettera di ammissione.
Requisiti principali del visto D‑2

I dettagli precisi possono cambiare, ma le guide aggiornate sul visto D‑2 (come “Korea D‑2 Student Visa: Complete 2026 Guide” e “D‑2 Student Visa in Korea: The 2026 Guide”) indicano una struttura abbastanza costante: serve l’ammissione a un programma universitario riconosciuto, un certo livello di prova di mezzi economici, documenti scolastici originali con eventuale apostille o legalizzazione, e la prova che si è in regola dal punto di vista sanitario e di casellario penale.
In sintesi, per il visto D‑2 ci si può aspettare di dover presentare:
- lettera di ammissione dell’università coreana;
- modulo di richiesta del visto compilato;
- foto formato passaporto;
- passaporto valido;
- prova di fondi sufficienti per coprire tasse universitarie e costo della vita (l’importo preciso varia a seconda del programma e può essere indicato dallo stesso ateneo);
- certificati scolastici/di laurea con eventuale apostille o legalizzazione;
- in alcuni casi, certificati medici e penali, secondo le indicazioni del consolato.
Le regole aggiornate e la lista precisa dei documenti sono sempre e solo quelle pubblicate sul sito dell’Ambasciata o Consolato della Repubblica di Corea competente per l’Italia e sul portale “Study in Korea”. (studykorea.go.kr)
Arrivo in Corea: registrazione e assicurazione sanitaria
Dopo l’arrivo in Corea con il visto D‑2, gli studenti internazionali devono in genere richiedere una Alien Registration Card (ARC) presso l’ufficio immigrazione entro un certo periodo (spesso entro 90 giorni dall’ingresso). Guide aggiornate sulla vita da studente, come “South Korea Student Visa Guide 2026 (D‑2)”, spiegano che l’ARC è il documento che permette di aprire un conto in banca, sottoscrivere un contratto telefonico e dimostrare il proprio status legale in Corea.
Un altro aspetto importante è l’iscrizione all’assicurazione sanitaria nazionale coreana (NHIS). Da alcuni anni la maggior parte degli studenti stranieri con D‑2 viene iscritta d’ufficio al sistema sanitario coreano dopo un certo periodo di residenza, con il pagamento di un contributo mensile. Le modalità esatte (importo, tempi di iscrizione, eventuali esenzioni iniziali) vengono spiegate sia dalle università nelle guide per matricole internazionali, sia in molte guide aggiornate sul visto D‑2, come quella di “Langle – Korea D‑2 Student Visa: Complete 2026 Guide”.
Anche se esiste la copertura NHIS, molte università e consulenti per studenti internazionali continuano a consigliare una assicurazione privata aggiuntiva, almeno per i primi mesi, per coprire eventuali franchigie, emergenze o rientro sanitario nel Paese d’origine.
Lavorare part‑time mentre si studia

Una delle domande più frequenti riguarda la possibilità di lavorare part‑time con il visto D‑2. In generale, gli studenti internazionali possono lavorare un numero limitato di ore alla settimana, ma solo dopo aver rispettato alcune condizioni (ad esempio aver completato un certo numero di mesi di studio, mantenere una media accademica minima, ottenere l’autorizzazione dell’ufficio immigrazione).
Guide aggiornate come “D‑2 Student Visa in Korea: The 2026 Guide” spiegano che gli orari massimi consentiti possono variare in base al livello di TOPIK (il test ufficiale di lingua coreana) o al tipo di corso, e che è comunque obbligatorio segnalare il lavoro part‑time all’immigrazione. L’università di solito aiuta a compilare i moduli necessari e a rimanere entro i limiti consentiti, per evitare problemi con il rinnovo del visto
Vita quotidiana da studente: alloggio, costi e lingua
La vita quotidiana in Corea per uno studente internazionale è un mix tra super-tecnologia e piccole difficoltà pratiche. Il portale “Study in Korea” offre una sezione dedicata al costo medio della vita, con stime su affitto, trasporti, cibo e spese accessorie per studenti internazionali: è un buon punto di partenza per definire il budget mensile.
Per l’alloggio, molte università offrono dormitori per studenti internazionali, spesso più economici rispetto a un appartamento privato e già pensati per chi arriva dall’estero. Altri studenti scelgono stanze in appartamenti condivisi (goshitel, one‑room, share-house), che danno più autonomia ma richiedono di districarsi da soli tra contratti, cauzioni e bollette.
La lingua è un altro punto chiave: sempre più corsi, soprattutto a livello di master, sono offerti in inglese, ma la vita quotidiana resta in gran parte in coreano. Il portale governativo dedica una sezione all’apprendimento della lingua (“TOPIK and Korean Language Learning” su “Study in Korea”), con informazioni sugli esami TOPIK e sui corsi di coreano offerti dalle università.
Seguire un corso di coreano (anche breve) all’inizio del soggiorno aiuta moltissimo: leggere i cartelli, usare le app locali, parlare con i proprietari di casa o con il personale degli uffici rende l’esperienza molto più ricca e meno stressante.

Controllare sempre le fonti ufficiali
Le regole su visti, assicurazione, lavoro part‑time e ammissione possono cambiare da un anno all’altro. Prima di prendere decisioni o comprare un biglietto aereo, è fondamentale:
- leggere con attenzione il portale governativo “Study in Korea”, in particolare le sezioni su sistema universitario, costi, “student visa and stay status” e borse di studio;
- controllare il sito ufficiale dell’università scelta, nella sezione “International admissions”;
- verificare i requisiti aggiornati per il visto D‑2 sul sito dell’Ambasciata o Consolato della Corea del Sud competente per l’Italia.
Questa guida offre una panoramica pratica, ma per visti e iscrizioni conta sempre ciò che è scritto sui siti ufficiali coreani e dell’università.





