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Il blog di viaggio di Chapka

Le usanze giapponesi

 Di Antoine Legastelois del sito Japan Experience

I visitatori di ritorno da un viaggio in Giappone sono unanimi nel dire che la maggior parte dei giapponesi è molto gentile e rispettosa della gente che li circonda. Che ci si trovi in uno spazio pubblico, nella sfera professionale o nell’ambito privato, la gentilezza e le buone maniere sono d’obbligo.

Modestia, puntualità, gentilezza e pulizia: si è soliti affermare che il popolo giapponese si basa su questi quattro capisaldi. Esaminiamo ora alcune delle buone maniere onnipresenti nel paese del Sol levante.

Le usanze giapponesi negli spazi pubblici

Il senso civico negli spazi pubblici è un concetto reale. Ad esempio, le strade sono pulite malgrado la deplorevole mancanza dei cestini per i rifiuti. I cittadini, infatti, non gettano nulla in giro.

Una strada giapponese pulita malgrado l’assenza di cestini. ©mrhayata

Al semaforo, come fanno ad esempio gli inglesi, i pedoni giapponesi sono molto rispettosi e attendono con pazienza che arrivi il verde per attraversare, anche in assenza di traffico.

Sui mezzi di trasporto pubblici

Sulle scale mobili si dovrà tenere la sinistra (nella regione del Kantō, intorno a Tokyo) oppure la destra (nella regione del Kansai, intorno a Osaka e Kyoto). I giapponesi sono anche particolarmente attenti alla loro zona di comfort personale, prestando attenzione a non invadere quella dei vicini. Infine, nelle file di attesa ci si mette in coda in modo del tutto ordinato.

Donne in kimono mentre stanno per prendere la metropolitana. ©Tim Franklin Photography

Vi sono poi altre regole tipicamente nipponiche, come quella per cui si evita di baciarsi per strada. Anche soffiarsi il naso in modo troppo ostentato non è cosa gradita, come pure mangiare camminando.

Al lavoro

In Giappone la sfera professionale è molto gerarchizzata. Se è ovvio che si debbano rispettare i propri superiori e adoperare la massima cortesia in loro presenza, vi sono però altre buone maniere da scoprire. Una squadra, ad esempio, è solita esclamare “ganbarimashô!” all’inizio di un incarico, per darsi coraggio e dimostrare coinvolgimento nel lavoro. E quando l’impresa sarà terminata, i colleghi si congratuleranno dicendo “otsukaresama deshita”, l’equivalente di “ottimo lavoro”. È poi considerato scortese andarsene prima degli altri, il che spinge molti impiegati a restare in ufficio facendo gli straordinari… soltanto per non essere i primi a uscire! Ma quando questo avviene, il dipendente che ha fretta si scuserà per essere il primo ad andarsene dicendo “osakini shitsureishimasu”.

Altro punto da rispettare: astenersi dal mostrare i propri sentimenti. Anche in presenza di un cliente impaziente o nervoso, in Giappone è impensabile perdere la calma in pubblico. Rimanere stoici in qualunque circostanza è d’obbligo.

Nella sfera privata

Quando una persona estranea alla famiglia entra in casa, si scusa per il disturbo dicendo “ojama shimasu”. Chiunque entri in una casa o in un appartamento (e anche in certi edifici) dovrà obbligatoriamente togliersi le scarpe. I giapponesi detestano le impurità provenienti dall’esterno. Infatti, in Giappone gli ambienti interni sono sacri.

I geta, sandali tradizionali giapponesi in legno, disposti all’ingresso di un’abitazione. ©Seiichi.nojima

Quando un membro della famiglia esce, dirà “ittekimasu” e gli altri membri gli risponderanno “itterashai”. Al suo rientro, la stessa persona dirà a voce alta “tadaima!” e gli altri risponderanno “okaerinasai”.

Anche a tavola vanno osservate tante piccole regole. Ad esempio, prima di iniziare a mangiare si dirà “itadakimasu”. In italiano questa formula viene tradotta con “buon appetito”, ma letteralmente significa “ricevo umilmente”. Alla fine del pasto, è invece molto cortese dire “gochisôsama deshita”. Si dovrà anche prestare attenzione a non lasciare le bacchette nella propria ciotola del riso, un’immagine che evoca il rito funebre buddista. Inoltre, si dovrà evitare di infilare gli altri alimenti e di scambiarsi i cibi con questo stesso utensile.

La colazione giapponese. ©JNTO

Quando una persona è malata, le si augurerà una pronta guarigione dicendole “odaijini”.

Ultimi consigli: evita di puntare il dito contro qualcuno e ricordati sempre di rivolgerti al tuo interlocutore utilizzando “san” dopo il suo nome, il suffisso usato per le persone. Infine, non dimenticare che è scortese interrompere qualcuno: siccome in giapponese il verbo si trova in fondo alla frase, si attende con pazienza che il proprio interlocutore svolga il suo pensiero fino alla fine.

Ecco dunque alcune regole sulle usanze giapponesi, da ricordare per non apparire troppo cafoni quando si visita questo paese!

Japan Experience è un sito specializzato in viaggi nel paese del Sol levante da oltre 35 anni. Gli esperti di questa agenzia propongono soggiorni su misura adatti ai propri desideri, garantendo la massima immersione nella cultura nipponica.

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