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Il blog di viaggio di Chapka

La via delle scimmie: viaggiare in Perù ai tempi del Coronavirus

Grazie a Eleonora e Damiano di “La via delle scimmie” per averci raccontato la loro esperienza.

Se per tutti è difficile rimanere chiusi nelle proprie case durante il periodo pandemico, per i viaggiatori seriali lo è ancora di più. Quando due amici ci hanno proposto di partire per il Perù mentre ci trovavamo in piena zona rossa abbiamo detto: “Perché no?

Non l’abbiamo fatto a cuor leggero. Prima della partenza ci siamo informati su quali fossero le condizioni in Italia per gli spostamenti, se si potesse viaggiare all’estero, quali documenti e test fossero necessari e, lo ammettiamo, ci siamo sentiti particolarmente scoraggiati. Ma come nomadi digitali la nostra missione è sempre stata quella di lavorare e viaggiare, perciò ci siamo rimboccati le maniche, abbiamo studiato la teoria e siamo passati alla pratica.

©La via delle scimmie

I documenti d’ingresso per il Perù

Per l’ingresso in Perù non sono necessari particolari documenti, trattandosi di un Paese generalmente libero. Un dettaglio da ricordare sempre prima di imbarcarsi per un viaggio di tale portata è di controllare la data di scadenza del proprio passaporto, il quale deve avere almeno 6 mesi di validità.

Per quanto riguarda la questione del visto, il Perù non richiede nessun visto d’ingresso e il tempo massimo di permanenza libera all’interno del Paese è di 183 giorni, non prorogabili. Nel caso in cui si desideri entrare per motivi diversi dal turismo quali, ad esempio, lavoro o studio è necessario richiedere il visto specifico al consolato peruviano.

Inoltre, dalla settimana del 15 marzo hanno ufficialmente riaperto i voli commerciali tra l’Europa e il Perù, momentaneamente interrotti a causa della pandemia.

Il terrore del tampone

Benché non servissero documenti specifici, per l’ingresso in Perù durante il periodo pandemico ci è stato richiesto il tampone molecolare PCR. Questo è sicuramente l’onere più spiacevole del viaggiare in Perù ai tempi del Coronavirus.

Per entrare nel Paese è infatti richiesto un tampone con esito negativo effettuato entro le 72 ore precedenti. In Perù le normative per la prevenzione dei contagi da Covid-19 sono prese molto seriamente, tanto che tutto il personale aeroportuale indossa la doppia mascherina e il face shield, richiesto anche ai viaggiatori. Oltre a questo, viene severamente fatto rispettare il distanziamento sociale.

L’obbligo della quarantena

Prima di entrare nel Paese è necessario compilare un modulo governativo nel quale si indica il luogo in cui si svolgerà la quarantena di 14 giorni obbligatoria per le persone in ingresso, residenti e non.

Per questo motivo, ogni viaggiatore deve considerare attentamente il periodo di permanenza in Perù, ben consapevole del fatto che per due settimane non potrà lasciare la struttura indicata sul documento.

A partire dal 15 gennaio 2021, tuttavia il Governo ha previsto la possibilità, trascorsi 6 giorni di quarantena, di effettuare un nuovo test PCR. In caso di esito negativo, la quarantena può essere preventivamente interrotta.

©La via delle scimmie

Com’è la situazione sanitaria in Perù?

Casi di Covid-19 sono chiaramente stati registrati in Perù. A seconda della situazione di rischio estremo o meno vengono ciclicamente inasprite le regole riguardo alla immobilizzazione sociale, ai trasporti e al coprifuoco. Per questo motivo, prima di recarsi in Perù è necessario controllare la situazione a livello locale.

In generale, a parte il coprifuoco dalle 21:00 alle 4:00 e la capacità di locali e mezzi di trasporto limitata, al momento non sono in corso lockdown totali. I viaggiatori possono quindi spostarsi per il Paese osservando le dovute cautele e indossando sempre la mascherina.

Le strutture ospedaliere sono ovviamente carenti sia dal punto di vista del personale che delle attrezzature. Per questo motivo, soprattutto visto il periodo storico che stiamo affrontando, è molto importante sottoscrivere una solida assicurazione di viaggio.

Noi, partendo senza conoscere mai la data di rientro, negli ultimi viaggi abbiamo attivato Cap Avventura, l’ideale per i globetrotter che non sentono mai la voglia di tornare a casa.

Com’è viaggiare in Perù ai tempi del Coronavirus

Da viaggiatori, il consiglio che ci sentiamo di dare a chi vuole partire alla volta del Perù è quello di lasciare a casa la paura per il Covid-19. Nel momento in cui si decide di uscire dalla propria casa si è esposti a una quantità inimmaginabile di pericoli, e questo è solo uno in più.

Prima di imbarcarci sul volo anche noi ci siamo lasciati assalire da mille dubbi. Non sapevamo se saremmo riusciti a visitare tutto ciò che avremmo voluto, se i mezzi di trasporto fossero stati operativi e i siti archeologici aperti al pubblico.

©La via delle scimmie

Com’è andata a finire? Quando siamo arrivati abbiamo rispettato le due settimane di quarantena, dopodiché abbiamo iniziato a visitare il Paese senza nessun tipo di disagio. Siamo stati molto felici della nostra decisione e, con il senno di poi, ci saremmo risparmiati tante notti insonni prima della partenza.

Il consiglio che vogliamo dare a tutti i viaggiatori è: partite, se è quello che sentite di voler fare!

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